Rione Testaccio - MACRO
Testaccio è il ventesimo rione di Roma: il suo nome deriva dal Monte dei Cocci, creato dal deposito di detriti che venivano dal vicino porto di Ripa Grande.
Ufficialmente creato nel 1921, godeva però già di buona fama in quanto zona di scambi e viavai del porto sottostante. Il rione, oggi prevalentemente popolare, offre una lunga serie di locali pubblici per il divertimento serale che hanno sostituito le trattorie e osterie di un tempo. Per diversi anni ha ospitato il campo della squadra calcistica romana. L'ex mattatoio è stato adibito negli anni a diverse funzioni: vi ha trovato posto la Facoltà di Architettura Roma Tre, una sezione del Museo D'Arte Contemporanea MACRO Future e diversi ritrovi culturali. Da non perdere il cosiddetto cimitero degli inglesi, che custodisce tombe come quella di John Keats e Gramsci.

Testaccio è il rione dei locali di via di Monte Testaccio, ma anche delle pasticcerie e dei negozi gastronomici di via Marmorata, delle pizzerie, delle trattorie e dei ristoranti di via Amerigo Vespucci e delle librerie e banche di piazza Santa Maria Liberatrice. Rione di botteghe artigiane e del famosissimo Roma Club (oggi sostituito da un'agenzia di scommesse), Testaccio è sicuramente uno dei rioni più affascinanti del Centro Storico di Roma dove trovare il celebre spirito testaccino.

Il rione Testaccio prende il nome dal mons testaceus, l’antico colle dei “cocci”, così chiamato per le anfore provenienti dalla vicina zona portuale e poi depositate qui. In un ramificarsi di strade, vicoli e piazze questa zona è una delle più caratteristiche di Roma. Lontana dagli edifici imponenti e maestosi, è questo il rione “a misura d’uomo”, una piccola cittadina all’interno della grande città.

Dalla chiesa del popolo testaccino di Santa Maria Liberatrice, costruita nei primi del Novecento in stile romanico-bizantino come parrocchia del rione, arriviamo all'originale cimitero acattolico, un luogo affascinante nato ai primi dell’Ottocento dalla necessità di seppellire i non cattolici, gli artisti, gli attori e gli stranieri che, prima della sua costruzione, venivano sepolti fuori dalle mura cittadine. Si trovano qui grandi artisti come John Keats, Shelley, Gramsci e Gadda.










